CIAO VITO!

Ha preso tutti in controtempo. Come il movimento che lo ha reso celebre rendendolo un idolo per tutte le tifoserie che hanno potuto osservare le sue gesta, compresa quella tarantina. Vito Chimenti se ne è andato così, a 69 anni, per un malore accusato negli spogliatoi a Pomarico, sua città di origine, dove era tornato per allenare le giovanili. Da Palermo a Catanzaro, da Pistoia a Lecco e Salerno passando ovviamente da Taranto dove ha giocato dal 1982 al 1985 il dolore per la sua scomparsa è immenso. Probabilmente il calciatore più amato a Taranto dopo Erasmo Iacovone. La notizia è giunta a ridosso della gara contro la Gelbison, all’improvviso, come una delle sue biciclette, quel dribblig con cui faceva scomparire il pallone dagli occhi dell’avversario alzandolo con il tacco, facendolo passare sulla testa dell’avversario e recuperandolo poi davanti al corpo. Chimenti ha scartato tutti e ha voluto farlo fino alla fine. L’applauso dello Iacovone nell’intervallo di Taranto-Gelbison non sarà mai abbastanza per ricordarlo. Ciao bicicletta!Ufficio Stampa e Comunicazione Taranto Football Club 1927

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